Semiramide, libretto, Stoccarda, Cotta, 1762

 LA MORTE D’ERCOLE
 
 
 PERSONAGGI CHE BALLANO
 
 UOMINI
 
 ERCOLE
 (il signor Vestris senior)
 ILO figlio d’Ercole e di Deianira
 (il signor Latry)
 FILOTETE compagno d’Ercole
 (il signor Vestris)
 LOTTATORI
 (i signori Balevy, Picq e Dauvigny)
 LICO schiavo d’Ercole
 (il signor Rousseaux)
 
 Seguito d’Ercole, americani ed americane (il signor Monari, la signora Blonderai), africani ed africane (il signor Clément e la signora Moster), asiatici ed asiatiche (il signor Valentin, la signora Riccy), europei ed europee (il signor Duponcet, la signora Durand).
 
 CHE NON BALLANO
 
 GIOVE
 GIUNONE
 
 Gli dei e le dee dell’Olimpo, sacerdoti, schiavi soggiogati nelle diverse parti del mondo, truppa di suonatori di diversi stromenti militari nell’arrivo trionfale di Ercole.
 
 DONNE
 
 DEIANIRA moglie d’Ercole
 (la signora Toscany)
 IOLE principessa schiava d’Ercole
 (la signora Nency)
 LA GELOSIA
 (la signora Loly)
 SCHIAVA TESSALA
 (la signora Camille)
 
 La scena rappresenta un arco trionfale.
 
 
 TRATTO STORICO
 
    Ercole, dopo aver preso un gran numero di città, e tutte compite le grandi imprese commessegli da Euristeo, divenne amante di Iole figlia d’Eurito. Soggiogò per averla l’Ecalia, la rapì e ne uccise il re di lei padre che gliel aveva prima promessa, poi rifiutata. Ritornando da questa spedizione mandò a chiedere a Deianira sua moglie per mezzo di Lico alcuni abiti di cerimonia de’ quali abbisognava, volendo fare un sagrificio a Giove. Gelosa Deianira del novello amore di questo eroe unitamente coi di lui abiti gli mandò le vesta del centauro Nesso ch’Ercole aveva ucciso colla freccia avvelenata, quando tentò di rapirgli Deianira. Nesso morendo avea fatto credere a Deianira che questa veste avrebbe la virtù di rendere la fedeltà all’amante suo, ch’ella allora sospettava incostante. Ma Ercole nel mettersi questa vesta sorbì tutto il veleno del sangue di Nesso, ond’era intrisa, e gli circolò per le vene. Questo eroe ne fu divorato, il furore l’invase, si squarciò gli abiti sul corpo, svelse gli alberi, gittò nel mare lo sventurato Lico, preparossi il rogo, ordinò a Filotete di dargli foco.Consumato il rogo Giove trasportò Ercole in cielo e Deianira istrutta del fatale effetto delle vendetta di Nesso s’uccide per disperazione.
 
 SCENA PRIMA
 
    S’ode strepito militare e la folla del popolo annuncia il ritorno d’Ercole. Vien’egli sopra un carro tirato da’ schiavi di diferenti nazioni da lui soggiogate. I suoi compagni portano i vari trofei delle sue vittorie. Iole incatenata vien condotta da una truppa di lottatori, Filotete ed Ilo sono seduti a’ piedi d’Ercole sopra il carro.
 
 SCENA II
 
    Deianira seguita dalle sue donne viene ad abbandonarsi fra le braccia del suo sposo. Gli schiavi d’Ercole vanno a gittarsi a’ di lei piedi e le presentano diferenti tributi de’ paesi loro. Implorano da lei la loro libertà e vengono sciolti dalle loro catene. I lottatori combattono. Una pelle di tigre è destinata in premio della loro vittoria e il vincitore la riceve dalle mani di Ercole. Esprime questi, danzando, il suo trionfo e il popolo gli offre diverse corone.
 Il premio della danza vien disputato; è questi un tirso d’oro e vien acquistato da uno schiavo greco.
 Ercole balla con Iole e Deianira. Nasce nel cuor di questa qualche gelosia, parendole di riconoscere in Ercole qualche presenza per Iole. Ilo e Filotete vengono ad unirsi al ballo, ma la gelosia ch’Ercole mostra d’avere per Ilo suo figlio amante preferito da Iole conferma ed accresce quella di Deianira. Parte questa esprimendo vivamente la sua sensibilità ed il suo dolore.
    Filotete procura di far conoscere ad Ercole il suo dovere e lo impegna a ceder Iole ad Ilo. Dopo un interno combattimento fra l’amore e la gloria, Ercole fa conoscere che questa alfine ha trionfato e presenta la principessa a suo figlio, indi si ritira con Filotete, temendo di soccombere ancora alla forza della bellezza.
    Ballo di Iole con Ilo che caratterizza la felicità di due cori egualmente innamorati.
 
 SCENA III
 
 Rappresenta la scena una parte de’ giardini e del palazzo d’Ercole.
 
    Deianira sola esprime nel suo ballo l’inquietudine e le agitazioni del suo core oppresso da’ suoi sospetti e s’abbandona sopra un letto di verdura. Giunone seguita dalla Gelosia traversa il teatro sopra un carro, ordina alla gelosia di tormentar Deianira e d’intorbidare così la felicità di cui potrebbe godere con Ercole.
    La Gelosia armata d’un pugnale e di serpenti discende dall’aere, soffiando il suo periglioso veleno. Deianira n’è infetta. Tormentata da un sogno spaventoso, dai moti dell’addormentato suo corpo dà a conoscere tutta l’agitazione dell’anima sua e tutte le sue impressioni che riceve dalla passione che la funesta. Sparisce la Gelosia, Deianira si sveglia subitamente e le di lei azioni dipingono i tormenti del suo core. Chiama le sue donne che vengono e consegna a Lico la veste del centauro, ignorando e il terribile di lei valore e la vittoria di Ercole sopra le sue passioni.
 
 SCENA ULTIMA
 
 Rappresenta la scena un’antica foresta sopra acute rupi. Vedesi al fondo un gran mare coperto di navigli. Molti schiavi veggonsi occupati ad alzare una pira per la vittima. Personaggi: Ercole, Filotete, Ilo, seguito di Ercole. Quattro gran sacerdoti, un sacrificatore.
 
    Nel punto ch’Ercole si dispone al sagrificio Lico gli presenta la vesta di Nesso da parte di Deianira ed ei la riceve come un pegno della di lei tenerezza. L’ha egli appena sopra di sé che un foco divoratore scorre per tutte le sue vene. Fa vani sforzi per isvellersela dal corpo, s’accrescono i suoi dolori e s’abbandona al furore. Schianta gli alberi, precipita Lico dalla somità di una rupe nel mare e non potendo sopravivere a’ suoi tormenti si va a porre sopra la pira ed ordina a suo figlio di darle foco. L’esecuzione di un ordine sì barbaro vien ricusata dal figlio.
    Comparisce gemendo e piangendo Deianira; la di lei vista accresce il supplicio e i dolori di Ercole, ma non potendo resistere ad uno spettacolo così orribile, senza dare ai rimproveri di Ercole altra risposta, cava un pugnale e se l’immerge nel petto. In quest’istante freme il tuono, s’apre il cielo e il fulmine accende la pira. Ercole vi si vede fra le fiamme, si trasforma la pira in superbo carro. Tutto l’Olimpo discende dal cielo, Ercole vi è condotto e il ballo è terminato coll’apoteosi d’Ercole e coll’unione di Ilo e di Iole.
 
 Fine del ballo